La tela incompiuta
Il mosaico incompleto
Essere tessitori
Ho iniziato la mia presenza in CD nella fase in cui era stato modificato lo Statuto e da quel momento doveva essere applicato. Lo Statuto in un Ente è la stella polare che guida e indirizza l’azione gestionale. Non è stato facile perché ognuno aveva una sua rappresentazione dello Statuto, dei ruoli attribuiti ai diversi organismi previsti e alla relazione fra gli stessi con la relativa attribuzione dei poteri gestionali e amministrativi. Tale percorso a mio parere è ancora da ridefinire e completare.
A Felceaf sono affiliati Enti con storie molto diverse, sono inseriti in territori che caratterizzano la loro attività, e le distanze non sempre facilitano contatti, scambi e collaborazioni reciproche: si va dalle grandi Fondazioni alle piccole realtà con Consultori di piccola- media dimensione, pur con esperienze e competenza significative.
La domanda che mi sono sempre posta era: ma quale vantaggio ottiene il Consultorio decentrato di piccole dimensioni, potremmo dire il “Consultorio di periferia” rispetto al capoluogo milanese?
A mio parere l’adesione a Felceaf va sostenuta nel costante impegno a costruire appartenenza e sinergie reciproche in un’ottica di dare valore a tutte le realtà con una grande capacità di conoscenza e di ascolto.
Ho accolto l’elezione con interesse e impegnandomi a condividere, ad ascoltare, a porre quesiti, ponendo attenzione al significato che deve trasparire dall’attività del Consultorio ad ispirazione cristiana, per non diventare come i Consultori privati accreditati gestiti da altri enti, anche pubblici. Ho vissuto momenti di fatica nel dialogo reciproco, nella capacità di assumere decisioni gruppali.
Cosa mi aspetto dal prossimo Consiglio Direttivo: una chiara funzione decisionale del gruppo, una maggior attenzione alle realtà periferiche che rischiano di sentirsi ai margini, una collaborazione attiva tra il Consiglio direttivo e i direttori, evitando di essere dominati principalmente dai temi dell’accreditamento e del budget.
Queste riflessioni mi hanno sollecitato l’idea di un lavoro ricco e arricchente che richiede vitalità, innovazione, scambio di esperienze e progettualità, con il coinvolgimento di tutti. Da qui l’immagine di una tela variopinta da tessere e ritessere insieme.
La vera scommessa è” andare oltre” le cose che già facciamo e sappiamo fare, anche le cose migliori. In questo nostro percorso non dovremo accontentarci dell’ordinario ma al contrario accettare il rischio ma anche la bellezza del navigare in mare aperto perché solo così si possono fare nuove scoperte.
Adele Ferrari - Presidente della cooperativa sociale Familiae Auxilium - consultorio diocesano di Brescia; psicologa-psicoterapeuta ex dirigente ATS di Brescia, membro del direttivo Felceaf (2022-2026)



