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Il percorso avviato con la delibera regionale di revisione del “nomenclatore tariffario” dei Consultori Familiari nel dicembre 2025 , articolato con secondo provvedimento regionale nell'aprile scorso, si sta rivelando accidentato  e non solo sul piano tecnico-applicativo. Basti solo considerare la tempistica : a sette mesi ormai ( che prevedibilmente si dilateranno ulteriormente con la pausa estiva) dall’approvazione del primo provvedimento ( 30 dicembre 2025) e anche dopo  l’emanazione in ultimo della  “Prima Nota esplicativa” della DG Welfare di Regione Lombardia il 25 giugno u.s.,  i punti rimasti in sospeso, provvisori ecc. sono ancora numerosi e complessi nonostante l’impegno della Struttura regionale dedicata ai Consultori familiari dalla Direzione e il confronto svoltosi in questi mesi con la dirigenza regionale e nel Gruppo Tecnico attivato sull’argomento ( ultima riunione il 3 luglio scorso). La valutazione dei provvedimenti regionali è condizionata da un ambivalenza circa i tanti aspetti  di conferma e di innovazione della “mission” del Consultorio Familiare introdotti ma altresì dagli altrettanti aspetti applicativi che rimangono aperti e incerti ma, soprattutto, dalle derive gestionali e di configurazione dell’offerta  consultoriale che rischiano di indurre.

In particolare la DGR dell’aprile scorso ha aggiornato il cosiddetto “tariffario”: gli importi economici con cui vengono “remunerate” dalla regione le prestazioni erogate dai singoli Consultori in quanto servizi accreditati. Si tratta di importi che non venivano aggiornati da un lungo periodo, per alcune prestazioni da almeno dieci anni. Se questo puo' essere considerato un dato positivo , inserito nel contesto piu' complessivo dei provvedimenti regionali induce a una valutazione prudente e di attenzione. L'adeguamento economico delle tariffe "prestazionali" in un quadro incerto riguardo all’offerta delle attività di prevenzione ed educazione alla salute, accompagnato da un incremento dei budget “a contratto”  proporzionalmente inferiore agli adeguamenti tariffari, con regole applicative di alcune prestazioni non ancora completate, espone la gestione dei Consultori  a una prospettiva di disequilibrio nei conti, a una precarieta' nel coerenza con la propria mission e delle  prospettive di sviluppo e, soprattutto, alla possibilità di dare risposte tempestive e adeguate ai bisogni e alla domanda di servizio che ad essi si rivolgono.

Temi che segnaliamo come punti di attenzione da mantenere alta  nel percorso avviato e che articoleremo con approfondimenti nei prossimi numeri anche in relazione agli aggiornamenti che interverranno come frutto del confronto e delle proposte regionali che proseguiranno dopo la pausa estiva.

 

 

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