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I consultori CIDAF di Fondazione Poliambulanza hanno aderito al progetto “I Consultori familiari di Ispirazione Cristiana: costruire speranza, essere forza riparatrice nelle situazioni di criticità” promosso da CFC Confederazione italiana Consultori Familiari di ispirazione Cristiana.
In data 29 ottobre 2025, presso la sede di Brescia, si è tenuto un incontro laboratoriale di autoriflessione tra gli operatori dei nostri consultori guidato e facilitato dal cappellano di Fondazione Poliambulanza don Gianluca Mangeri.
Hanno partecipato diverse figure professionali: psicologi, pedagogisti, ostetriche e medici ginecologi.
Don Gianluca ha portato delle immagini come spunti di riflessione sul tema della speranza:

• Il pane spezzato
I due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus ormai hanno perso la speranza di vedere Gesù risorto; lungo il cammino incontrano un viandante, non riconoscono subito Gesù in lui ma, dopo il cammino insieme lo riconoscono da un piccolo gesto, cioè quando lui spezza il pane a metà; da quel momento la loro speranza si riaccende in modo potente.
Significato: la speranza sta anche nei piccoli gesti quotidiani che si caricano d’amore, di empatia e di vicinanza.
• Lo sguardo
Viktor Frankl, psicologo fondatore della logoterapia, nel 1942 viene rinchiuso in un campo di prigionia: capisce che per impedire alla sua anima di morire durante la terribile prigionia deve trovare un obiettivo alla sua giornata che gli dia la forza di andare avanti: lo trova nell’incrocio silenzioso di sguardi con la moglie, anch’ella reclusa nella sezione femminile dello stesso campo di concentramento. Quel contatto visivo serale di pochi secondi è il motivo che gli dà la speranza e forza per sopravvivere agli orrori quotidiani.
Significato: la speranza può essere riaccesa anche grazie ad un semplice sguardo o alla presenza silenziosa vicino a qualcuno che soffre.
Ogni operatore ha condiviso col gruppo la propria immagine di speranza:
• speranza è la vegetazione del bosco che rinasce in maniera lenta ma potente dopo che stata distrutta da un incendio
• speranza è un viaggio con un prima alle spalle e una meta davanti a sé carica di attese e aspettative
• speranza è un cielo stellato cioè piccoli punti di luce su un fondo nero che insieme formano una costellazione e all’interno dei quali c’è energia infinita
• speranza è una mano tesa da parte di qualcuno che ci dà ascolto, comprensione e presenza
• speranza è vaso giapponese realizzato con la tecnica Kintsugi; ciò che sembra distrutto in realtà acquisisce nuovo e maggiore valore se gli viene attribuito un senso umano nuovo
• speranza sono il vento e l’aria che riempiono i nostri polmoni e consentono all’organismo di continuare a vivere anche al di fuori della nostra consapevolezza e della nostra volontà
• speranza è l’aurora come luce e calore che arrivano inesorabilmente e puntualmente dopo un periodo buio e freddo come la notte
• speranza sono le lacrime di un papà che assiste alla nascita di un figlio
• speranza è un fascio di luce che parte dal cuore e arriva ad accogliere l’altro ponendosi nel mezzo tra illusione e negatività
• speranza è una porta sempre aperta, un continuum tra momenti belli e momenti difficili

CONCLUSIONI
Riflettendo sulla “Speranza” sono emerse dalla condivisione tra gli i operatori diverse e suggestive immagini: un bosco che cresce dopo un incendio, un viaggio carico di attesa, un cielo stellato, mani tese che si toccano, il respiro vitale, un fascio di luce, l’aurora, una porta che si apre, l’oro nelle cicatrici nell’arte Kintsugi…
È significativo che in tutte l’immagini sono state rapportate alla vicinanza, alla prossimità come “attivatori”, della speranza. Se qualcuno ti è vicino, ti comprende, ti ama: questo genera nel cuore la speranza.
Viceversa la solitudine, è stato sottolineato, soffoca la speranza, la blocca, chiude una visione.
Accorgerti che non sei solo/a, ma sapere che qualcuno cammina con te, si prende cura di te, questo attiva la speranza. Ti fa aprire gli occhi, come è successo ai discepoli di Emmaus, sulla tua realtà, e la illumina di una luce nuova. Ti accorgi che c’è sempre un’aurora.
Don Gianluca Mangeri

 

 

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