Sul numero di gennaio di EffeNews è stato (ri)proposto (già pubblicato sul nostro sito) l’intervento - “Le sfide di FeLCeAF per il 2026” – di Ireneo Mascheroni - diacono Consulente ecclesiastico di FeLCeAF e Direttore dei Consultori di Treviglio e Caravaggio. L’intervento, a fronte di alcune “novità” che caratterizzano il contesto sociale e istituzionale in cui operano i Consultori Famigliari FeLCeAF, propone uno “stile” , quale atteggiamento assumere e con quali sensibilità affrontare queste novità.
Certamente i nuovi “indirizzi” regionali ( DGR n. 5589/2025) e i cambiamenti introdotti sulla funzionalità dell’offerta di servizio dei Consultori Familiari costituiscono uno scenario “sfidante” e di grande impegno e fatica sul piano gestionale e organizzativo. Una sfida per tutti , Associazioni, Fondazioni e Cooperative che gestiscono i Consultori ma una sfida altrettanto impegnativa per la Federazione. Non tanto sul piano gestionale, o meglio, non su quello tecnico-operativo, di breve periodo, per gli adeguamenti, adattamenti e i cambiamenti che richiede al fine di assicurare continuità ed efficienza nella risposta ai bisogni delle famiglie e delle persone che ad essi si rivolgono. I nuovi “indirizzi” regionali delineano seppur non dichiaratamente un profilo di servizio del Consultorio Familiare ancora tutto, o quasi, da riempire e i cui tratti (in)evolutivi si intuiscono e che ci interpella su versante del “senso” e dell’attribuzione di significato. I Consultori FeLCeAF prim’ancora di essere investiti in modo completo da questa (in)evoluzione sono già chiamati a confrontarsi nella quotidianità con i cambiamenti della realtà rappresentati dalle trasformazioni sociali , demografiche, culturali e delle tante forme di disagio, fatica e criticità nelle relazioni , nuove e conclamate, che interpellano e chiamano in causa il ruolo e l’azione dei Consultori e della Federazione. Una quotidianità che si inserisce in questa (in)evoluzione e sarà sfidante capire se questo cambiamento saprà intercettare, interpretare e rispondere a queste trasformazioni o risponderà a esigenze e corrisponderà ad un “senso” estraneo o solo tangenziale ad esse.
Per esemplificare alcune delle questioni non nuove ma che questo scenario chiede siano attualizzate: mantenere alta l’attenzione, le motivazioni e la ricerca degli elementi che qualificano il servizio dei Consultori Familiari d’ispirazione cristiana :
- nello loro offerta di servizio,
- nella loro testimonianza di sussidiarietà che non si esaurisca nella sola complementarietà con il sistema pubblico,
- nell’azione di promozione e sostegno che si avvale delle prestazioni previste dall’accreditamento non esaurendosi nell’”erogazione”, seppur qualificata sul piano professionale e finalizzata ad una valorizzazione della promozione umana pur sapendosi tecnicamente adattare ai cambiamenti intervenuti nella loro definizione e regolamentazione.
La sfida in particolare per la Federazione sul piano dei “contenuti” è questa: saper declinare la propria finalità di servizio e sostegno dei Consultori sugli elementi che ne qualificano la presenza, la mission e l’offerta di servizio sviluppandone modalità, strumenti e coerenze.
Si tratta di un impegno che si potrà avvalere anche di contributi , innovativi e di ricerca , che non si limitino a riproporre opzioni o formule del passato, ma soprattutto aperto all’ascolto e al confronto prioritariamente delle tante esperienze e realtà che aderiscono alla Federazione. Perché ? Perché la Federazione è al servizio dei suoi soci/Consultori e
la domanda alla quale questo percorso di preparazione del rinnovo dei suoi organi sociali deve saper dare una risposta , insieme a “chi candidiamo/eleggiamo” ? , è “che cosa chiediamo che la Federazione nei prossimi quattro anni sviluppi per rispondere alle esigenze della nostra presenza, del nostro ruolo , delle nostre attività di enti gestori e di Consultori Familiari d’ispirazione cristiana ?”.
E’ questa la domanda che la prossima Assemblea del 5 marzo sarà chiamata primariamente a farsi carico avviando il percorso che si concluderà con le nomine di chi rappresenterà
questa realtà nei prossimi quattro anni.
Concludo con un’indicazione che può aiutare a orientare e ispirare il percorso richiamato e che ripropongo da un passaggio conclusivo dell’intervento che l’Arcivescovo Mario ha tenuto all’Assemblea dei soci FeLCeAF il 21 marzo 2025:
“In questo contesto voglio proporre tre parole con in questo confronto devono essere riprese : la prima parola è quella della fiducia. Registriamo la sproporzione tra le risorse e le forze, le persone disponibili e l'assedio delle problematiche, le liste di attesa, come si è accennato, vuol dire che i bisogni sono più grandi delle risorse disponibili. Questa situazione è drammatica, perché non è che chi si presenta dopo in ordine di tempo ha meno bisogno di chi è al primo posto nella lista d’attesa, e questo fatto di non poter offrire l’aiuto richiesto può indurci una specie di scoraggiamento . Questo percepire il bisogno, questo essere come delle “antenne” anche per la comunità cristiana, è particolarmente importante.
Noi siamo quelli della fiducia, quelli che non si lasciano cadere le braccia, quindi ci daremo da fare, ci ingegneremo per evitare le liste d’attesa per trovare in modo di far fronte a questa situazione, senza pretendere di avere la risposta perché, come dice S. Paolo citato nella preghiera, siamo quelli persuasi che “ci basta la grazia “ e che la potenza si manifesta nella debolezza. E’ questa fiducia che vorrei sottolineare come primo fondamento della nostra opera.”
il Presidente FeLCeAF - Dott. Aurelio Mosca



