Avevo già fatto parte del direttivo FeLCeAF due volte, durante la presidenza dell’indimenticabile don Edoardo Algeri. Il consiglio direttivo di allora funzionava molto bene, - il confronto è sempre stato costruttivo -, facilitato dalla presenza esclusiva di direttori e/o presidenti delle Fondazioni, Associazioni e Cooperative, gestori dei Consultori aderenti alla rete FeLCeAF. Come è noto FeLCeAF è un’associazione di secondo livello formata da soci che nella loro azione (e gestione delle singole unità) sono indipendenti e sovrani. FeLCeAF vorrebbe fondamentalmente raggiungere questi tre obiettivi: il primo di natura “politica” attraverso il dialogo costante e costruttivo con Regione Lombardia in rappresentanza dei consultori. Secondo obiettivo: vuole sostenere la formazione degli operatori. Terzo obiettivo: offrire “servizi”, (vedi per esempio l'assicurazione condivisa) utili ai soci (e alla loro mission). Dopo la morte di don Algeri e l’approvazione del nuovo statuto la composizione del Consiglio è cambiata e oggi risulta composto (così nell’ultimo consiglio di cui faccio parte) da soggetti diversi: due direttori dei consultori, una presidente di un consultorio, e poi altre persone che hanno professionalità specifiche, avvocati, medici ed ex medici, dirigenti ospedalieri. Il percorso di quest’ultimo Consiglio è stato a mio parere “un pochino complicato” non solo perché occorreva spesso far conoscere a tutti i membri del nuovo Consiglio le specifiche azioni dei consultori, le problematiche, le urgenze, ma anche perché non risultavano chiari a tutti (e da interpretare attraverso complessi confronti) gli effettivi compiti del direttivo (e di FeLCeAF). Inoltre è parso ad alcuni l’emergere di difficoltà di comunicazione tra i membri del Direttivo e i membri del Comitato tecnico dei Direttori. Si è parlato molto di questa difficoltà di comunicazione tra i due soggetti, forse troppo, paventando quasi una contrapposizione tra i due soggetti: nell’ultima riunione del Direttivo e poi del Comitato direttori di cui faccio parte è stata avanzata la proposta, che potrebbe aiutare, di una riunione condivisa ogni tre mesi tra i due soggetti sopra citati.
Le prospettive.
1. Felceaf deve continuare a garantire un servizio “politico” in Regione Lombardia, lavorando in un'ottica di condivisione, in collaborazione con i soci.
2. Felceaf poi deve impegnarsi col suo Direttivo per far “vivere” l’ispirazione cristiana dei Consultori.
Proposta: Se è vero che tutti i soci hanno un loro direttivo e la governance è solo (con i presidenti/direttori) nelle loro mani, la presenza nel direttivo Felceaf dei presidenti in numero maggiore e dei direttori con l’aggiunta solo di uno/due “tecnici”, a mio parere, garantirebbe meglio la stretta collaborazione tra soci gestori dei Consultori e Felceaf.
Ringrazio infine l’attuale presidente Felceaf che ha lavorato molto bene in questi ultimi tre anni, (in continuità con l’impegno quasi quotidiano di don Algeri in Regione Lombardia (RL), partecipando a diversi tavoli e non solo in RL, rappresentando con competenza e professionalità i soci Felceaf.
Giacinto Bosoni - direttore del Cons Centro per la famiglia di Lodi e membro del direttivo Felceaf (2022-2026)



