Mossa da un profondo sentimento di appartenenza alla realtà consultoriale diocesana nella quale opero come volontaria da oltre venti anni, ho vissuto l’esperienza in seno al Consiglio Direttivo come luogo di confronto interdisciplinare a servizio della Federazione. La crescente complessità della realtà che ci circonda (con particolare riferimento al disagio giovanile, ai bisogni emergenti delle famiglie ed alle inevitabili ricadute sulle strategie di intervento dei Consultori all’interno della cornice delle politiche di Regione Lombardia) confermano - a mio sommesso avviso - il valore di un Direttivo che, a seguito della recente modifica statutaria, è stato connotato dalla presenza di figure professionali di provenienza eterogenea, unite tuttavia dall’idea che l’ispirazione cristiana e la centralità della persona umana facciano la differenza nello stile con cui vanno perseguite le finalità proprie di FELCEAF.
Nel contesto sopra descritto, ho vissuto come inevitabile (direi quasi fisiologica) la tensione tra la componente più pragmatica e quella più teorica ed idealista del Consiglio. È proprio la complementarietà tra i due diversi atteggiamenti che determina il progresso. Forse, in qualche momento, vi è stato chi ha temuto che una forte connotazione pluralista potesse alimentare divisioni e contrapposizioni, ma auspico che il Direttivo che verrà possa credere più in se stesso e nel proprio ruolo, in perfetta sinergia con gli altri organi statutari.
Concludo, esprimendo la mia gratitudine per tutte le relazioni significative che ho potuto instaurare e vivere nell’espletamento del mio mandato, relazioni che custodirò e coltiverò come autentico dono.
Rosaria Cavallaro - Componente del Consiglio Direttivo FeLCeAF



