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Nel suo intervento la dott.ssa Sabatini ha preso le mosse dal Piano Socio-Sanitario regionale, che pone un focus specifico sui consultori familiari. Le indicazioni di sviluppo riguardano:

1. favorire percorsi tra la rete ospedaliera, i medici e i consultori (impegno di cui non si nascondono le difficoltà e i limiti nell’attuale situazione del sistema con particolare riferimento alle carenze di organici e di reperimento delle figure professionali sanitarie);

2. l'accesso e l'integrazione delle prestazioni con la programmazione territoriale, in particolare con l'area sociale e i Piani di zona;

3. il coinvolgimento dei Consultori nelle linee di sviluppo dei piani territoriali redatti dalle ASST. In particolare sono tre le aree di riferimento dei Piani territoriali che riguardano i Consultori:

- L'area della prevenzione

- L'area materno infantile, dei minori e degli adolescenti

- L'area della fragilità e psicologia, in relazione all'integrazione con il Servizio di psicologia delle Cure primarie.

Rispetto ai “lavori in corso” in premessa è stata richiamata la DGR delle Regole 2025 che ridefinisce il Consultorio come unità d'offerta multidimensionale, ad accesso diretto, senza prescrizione e senza compartecipazione alla spesa sanitaria. Questo cambiamento, in linea con il DM 77/2023, valorizza la presa in carico complessiva della persona attraverso una valutazione olistica, superando la precedente “assimilazione” del Consultorio ad un ambulatorio-erogatore-di-singole-prestazioni.

Per la revisione del Nomenclatore tariffario (ex DGR 6131/2016) è attivo un gruppo di lavoro

(di cui FeLCeAF fa parte) focalizzato sulla valorizzazione della presa in carico come servizio territoriale di prossimità. Questo lavoro questo definito come “cruciale” per chiarire il ruolo del Consultorio rispetto al mondo ospedaliero. La revisione si articola in fasi (Accoglienza/Inquadramento, Valutazione, Intervento/Trattamento) anziché in un elenco di prestazioni. Alcuni dei percorsi specifici sinora identificati riguardano:

  • Promozione della salute e del benessere in età fertile e post fertile
  • Gravidanza e i primi 1000 giorni
  • Benessere psicologico in coppia, famiglia e nell'adolescente/giovane
  • Violenza di genere e adozione

La revisione mira anche a valorizzare tutte le figure professionali, introducendo, per esempio, prestazioni specifiche per la valutazione dell'assistente sociale. Si sta lavorando anche sulla definizione di tetti di prestazione differenziati.

Per alcune delle criticità di integrazione sociosanitaria sono stati indicati alcuni processi di lavoro:

  • Rinnovo Comitati Percorso Nascita: è previsto il rinnovo di questi comitati, la cui scadenza era fissata al 30 ottobre 2025.
  • Continuità Assistenziale Ostetrica: un progetto sperimentale approvato (riguarda 5 ATS) e che richiede esplicitamente la collaborazione con i consultori privati accreditati.
  • Integrazione Territoriale: Si stanno affrontando problemi di integrazione con nuove figure come lo Psicologo delle Case di Comunità (la cui competenza specifica non è ancora chiara) e con i Centri per la Famiglia (soprattutto riguardo l'integrazione degli interventi sui primi 1000 giorni, che sono più di competenza consultoriale).

Per le priorità riferite al 2026, si prevede di inserire nelle regole 2026 la definizione del Consultorio come punto di accesso nella filiera per l'intercettazione del disagio dei minori. Nel corso del confronto seguito alla relazione introduttiva sono state segnalate alcune criticità:

  • l’esigenza che le modifiche del Nomenclatore intervengano anche sul piano strettamente tariffario il cui ultimo adeguamento, parziale, risale al 2017. Un aggiornamento alle singole tariffe che richiederà una ridefinizione dei budget contrattualizzati per evitare un “effetto perverso”: la contrazione della numerosità delle prese in carico per rientrare nei limiti budgettari determinando così un allungamento dei tempi e delle liste d’attesa già critiche per il forte incremento della domanda;
  • la carenza di disponibilità sul mercato della figura dell’Assistente Sanitaria (nonostante la sua obbligatorietà): la deroga a questo obbligo è stata annullata a seguito di azioni legali avverse paventate dall’Albo delle professioni sanitarie  a fronte dell’indicazione come requisito per l’autorizzazione/accreditamento della legge nazionale; la Regione sta cercando un punto di equilibrio per  un accordo che riveda questo vincolo, evitando di incorrere in contenziosi che rischiano di annullare i provvedimenti regionali;
  • ricetta elettronica: per i consultori accreditati privati, c'è un problema tecnico per l'emissione della ricetta elettronica che non confluisce nel flusso di controllo ministeriale lasciando le richieste aperte e causando problemi nei controlli del Ministero. È necessario trovare una soluzione per il 2026;

Infine è stato proposto che nelle prossime “Regole” per il 2026, a fronte dell’incremento della domanda di aiuto, consultoriale, delle “emergenze” in particolare nell’area adolescenziale/giovanile, della priorità assegnata ai percorsi di accompagnamento alla nascita e al sostegno alla (neo)genitorialità, venga prevista la possibilità di sperimentazioni  sul piano dell’offerta, attraverso modalità/strumenti di ascolto e presa in carico, e della valutazione degli esiti da sostenere e finanziare con risorse extrabudget che consentano di verificare la sostenibilità di buone prassi da introdurre come riferimenti per l’adeguamento della rete regionale dei Consultori familiari.

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