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Davide Zanchi, 41 anni, è dipendente di ASST Spedali Civili di Brescia, dove svolge il ruolo di direttore dell'ufficio bilancio e dell'ufficio controllo di gestione. Laureato in Ingegneria e in Economia, ha un master in Management delle aziende sanitarie. Collaboro (con collaborazione volontaria ed autorizzata da ASST) con il Consultorio Diocesano di Crema dal 2012, struttura cui sono particolarmente legato e di cui da diversi anni sono componente del Consiglio Direttivo. Recentemente eletto anche nel Consiglio Direttivo di FeLCeAF, lo incontriamo per conoscerlo meglio.

Davide, quali sue esperienze professionali e personali pensa possano essere utili nel direttivo FeLCeAF?

Penso che le mie competenze possano essere utili a supporto dell'analisi delle scelte manageriali in tema di congruità delle tariffe, valutazione di costi, analisi di sostenibilità delle strutture consultoriali, valutazioni di soluzioni organizzative.  

Che cosa l'ha spinto a candidarsi per entrare nel direttivo di FeLCeAF?

D'accordo con i componenti del consiglio direttivo del Consultorio Diocesano di Crema, vogliamo rappresentare le associazioni e le esigenze/specificità delle piccole strutture consultoriali operanti in aree provinciali non metropolitane o periferiche. Inoltre, a titolo puramente personale, credo molto nel ruolo svolto dai consultori e nei profondi valori etici promossi dalle strutture diocesane. 

Qual è, secondo lei, la principale sfida che FeLCeAF dovrà affrontare?

Io credo che la Federazione debba lavorare su due grandi direttrici, con il medesimo ordine di priorità: da un lato, ascoltare i bisogni delle aziende federate, promuovere il dialogo, prendere in carico la gestione di tematiche di interesse comune delle aziende (es. aspetti fiscali, interpretazione normativa del terzo settore, reclutamento di specifiche tipologie di professionisti, ecc..). Dall'altro, rilevare le esigenze delle strutture e formalizzare delle iniziative risolutive, sia attraverso la cooperazione degli enti appartenenti alla federazione, sia attraverso il dialogo con la Regione, ente sovraordinato di riferimento, anche per sviluppare una cooperazione tra aziende sanitarie ed enti sociosanitari.

Ci sono progetti o iniziative che ritiene prioritarie?

Sostenere la crescita delle strutture di attivazione più recente o caratterizzate dalla minore disponibilità di risorse. Deve essere chiaro che il Consultorio è una struttura che opera a stretto contatto con fasce di popolazione di tutte le età e caratterizzate da fragilità e bisogni di natura psicologica, educativa, formativa, di supporto singolo o familiare: i Consultori rivestono quindi un ruolo centrale nella risposta ai bisogni da loro espressi, di natura sociale e sociosanitaria, in modo integrato e con competenze professionali di estremo valore. Il fattivo contributo dei consultori (la cui ampiezza di intervento e le cui funzionalità sono forse ancora, complessivamente, poco note al "grande pubblico") è a mio parere centrale nella nostra società, alla luce dei profondi e continui cambiamenti che la caratterizzano da ormai diversi anni e queste strutture devono pertanto poter disporre delle risorse necessarie per garantirsi sostenibilità e continuità operativa.

 

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