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I Vescovi lombardi hanno posto, in questi anni, una grande attenzione al tema della famiglia e della vita, sulla scia della esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Laetitia (2016), punto di riferimento magisteriale per la vita della chiesa. Con essa hanno espresso, in diversi modi, la stima e la gratitudine per la esperienza e la presenza dei consultori familiari di ispirazione cristiana, quale strumento di vicinanza e cura per le persone e le famiglie ferite.

I consultori familiari di ispirazione cristiana, del resto, sono espressione della chiesa. Lo afferma chiaramente il documento della CEI “I consultori familiari sul territorio e nella comunità” (1991). Rappresentano la chiesa, seppure in una forma specifica, “mediata”, in quanto unità di offerta sociosanitarie.

Il rapporto tra comunità ecclesiale e consultori è dialogico. La comunità cristiana è chiamata a recepire e valorizzare l’esperienza di ascolto e accompagnamento messo in atto dai consultori. I responsabili e gli operatori. a loro volta, sono invitati a confrontarsi con i valori cristiani che animano il loro agire a favore delle persone e delle famiglie.

E’ illuminante e, a mio avviso ancora valido, il principio di fondo che troviamo nel Direttorio di Pastorale familiare (1993) . Il Consultorio familiare non è propriamente una struttura pastorale, ma una struttura finalizzata alla promozione umana – che pure è parte integrante dell’evangelizzazione – della coppia e della famiglia e rivolge la propria attenzione alla sessualità e alla vita. Diverse, invece, sono la prospettiva e la metodologia. La pastorale agisce per la promozione della vita cristiana e per l’edificazione della Chiesa e privilegia le risorse dell’evangelizzazione, della grazia sacramentale, della formazione spirituale e della testimonianza ecclesiale. I consultori, nell’ottica di un’antropologia personalistica coerente con la visione cristiana dell’uomo e della donna, guardano piuttosto ai dinamismi personali e relazionali e privilegiano l’apporto delle scienze umane e delle loro metodologie». (CEI, Direttorio di Pastorale Familiare per la Chiesa in Italia, n. 249).

In ordine a questo rapporto, troviamo diversi spunti utili ed interessanti nelle lettere pastorali e negli interventi dei Vescovi lombardi. Non intendo qui farne una ricognizione esaustiva e completa. Piuttosto raccogliere alcuni spunti di riflessione, spero utili a responsabili ed operatori, che aiutano  a far emergere un po’ di più la ricchezza e la bellezza del nostro lavoro. L’ispirazione cristiana, infatti, non è un accessorio, né una limitazione. Al contrario è sostanza, anima, visione che guida l’operato degli enti gestori e di chi vi opera. La promozione del benessere psico-fisico e spirituale delle famiglie che si rivolgiamo ai nostri servizi come espressione dell’amore di Cristo per l’umanità: questa la stella che guida la nostra azione.

L’ arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini,  ha accompagnato in questi anni con premura e attenzione l’evoluzione dei consultori familiari nel contesto lombardo. Li conosce e li apprezza. Nell’incontro con i responsabili delle Fondazioni e degli Enti gestori dei consultori familiari dello scorso 21 marzo 2025, l’Arcivescovo ha riconosciuto il valore dei servizi consultoriali quale espressione di una dedizione particolare alla famiglia, ed espresso la propria gratitudine e quella dei Vescovi lombardi per il lavoro competente e appassionato che svolgono.

Compito dei consultori – ricorda l’Arcivescovo – è costruire una visione culturale in cui la famiglia sia il punto di riferimento indispensabile per il benessere della società. L’attività del Consultorio, con la propria specializzazione, è inserita dentro la cura che la Chiesa ha per la famiglia.

I consultori sono invitati ad inserirsi più attivamente, con la propria specificità, nella vita della chiesa, nei diversi territori. “Come possiamo far sì che il consultorio sia dentro la vita ecclesiale complessiva?”, chiede l’Arcivescovo. Questo l’interrogativo che desideriamo raccogliere. Tante sono le esperienze di collaborazione in atto. Potrebbe essere utile per tutti raccoglierle e valorizzarle.

Non è questo l’unico pronunciamento. Nella proposta pastorale 2023-2024 «Viviamo di una vita ricevuta» troviamo un riferimento esplicito alla attività dei consultori familiari di ispirazione cristiana. Ricorda l’Arcivescovo che la comunità cristiana ha dato vita e trova un particolare aiuto nei Consultori di ispirazione cristiana, che promuove, tra l’altro, confronti e formazione per genitori, educatori, insegnanti.

Questi, a loro volta, sono chiamati a rileggere l’ispirazione cristiana nell’orizzonte della visione personalistica e l’accompagnamento della persona e delle coppie come “risposta ad una chiamata”, relazione con un Altro. La proposta pastorale era dedicata al tema della vocazione. L’ascolto e l’accompagnamento delle situazioni difficoltà che si presentano ai consultori, reso dai professionisti, credo si inserisca in questa prospettiva. La consulenza individuale e di coppia è volta a far riscoprire la propria vocazione, il proprio posto unico ed originale nel mondo.

In questo senso l’azione di sostegno psicosociale e sanitario dei consultori si sposa con l’azione educativa della chiesa. Aiutare le persone, le coppie a fare della propria vita un dono, realizzato nella dedizione agli altri, nella consapevolezza dei doni ricevuti.

Un’opera benedetta da Dio, ci ricorda mons. Delpini: “La vicinanza alle coppie in difficoltà, il servizio della mediazione familiare, la consulenza di coppia e l’accompagnamento personale è un’opera benedetta da Dio”.

diacono Ireneo Mascheroni,
consulente ecclesiastico Fe.L.Ce.A.F.

 

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