A promuovere il convegno è La Cooperativa Agape.
Ne parliamo con la presidente, Elena Lingiardi.
Elena, qual è oggi il ruolo concreto dei consultori familiari nel sostenere le coppie nel percorso verso la genitorialità, soprattutto in un contesto in cui la natalità continua a diminuire?
Da sempre i consultori sono stati un riferimento per i neogenitori grazie alla presenza di corsi di preparazione al parto e con l’accompagnamento delle coppie nei primi mesi di vita dei piccoli. Oggi è necessario farsi carico anche delle tante coppie che cercano una gravidanza che non arriva, perché questo non è un problema che può essere affrontato in solitudine, la natalità non è solo una questione privata, ma una responsabilità collettiva che incide sul futuro della società. Il ruolo dei consultori è quello di rendere consapevoli le coppie del valore della propria fertilità che va riconosciuta rispettata, valorizzata e preservata. L’organizzazione della nostra società non ci aiuta, ma è importante aiutare le coppie a capire che è necessario non posticipare troppo avanti la ricerca della gravidanza e cercare uno stile di vita che questa fertilità la preservi. Per troppi anni abbiamo pensato che un figlio “arriva quando voglio”, ma non è così. Negli ultimi 20 anni molti fattori hanno contribuito a ridurre la fertilità sia maschile che femminile. I consultori, che spesso fanno corsi di educazione sessuali ai giovanissimi, portano anche questo contenuto che ha sicuramente un valore preventivo e contribuisce a creare una “cultura della natalità”.
Il convegno del 28 marzo propone un approccio interdisciplinare alla cultura della genitorialità: quali professionalità e quali strumenti concreti possono fare la differenza nell’accompagnamento delle famiglie?
Le figure professionali sono già presenti nei nostri consultori: ginecologi, ostetriche, psicologi; questi ultimi possono accogliere ed aiutare a vivere il momento di dolore conseguente ad un progetto di coppia che si realizza a fatica, che spesso viene vissuto con grandi sensi di colpa. A questi professionisti si deve accompagnare un’altra figura, presente in molte nostre realtà, che è quella dell’insegnante dei metodi naturali che aiuta le donne ad avere consapevolezza dei giorni fertili del proprio ciclo. Riconoscere con precisione il periodo fertile diventa fondamentale, non solo per una ricerca naturale della gravidanza, ma anche per sostenere l’azione del medico nell’individuare i giorni in cui fare esami ormonali specifici o intervenire con farmaci nel momento corretto del ciclo, e non di un ciclo qualsiasi, ma in quello della singola donna, grazie appunto alla sua conoscenza. Direi che tutti questi operatori devono lavorare in sinergia e conoscere a fondo la materia. Questo incontro vuole dare loro una possibilità di approfondimento. Il convegno è aperto anche a tutte le coppie con problemi di fertilità. A loro spesso la prima e unica opzione che viene proposta è la PMA che, oltre a presentare problemi etici, richiede grandi costi economici ed è un percorso molto pesante sia dal punto di vista fisico che psicologico, in particolare per la donna. Ma la PMA non è l’unica strada, o quantomeno non è una strada da poter percorrere con superficialità, tanto più se esistono alternative!
Quali buone pratiche o percorsi innovativi stanno emergendo nei servizi di salute procreativa e familiare per creare un contesto più favorevole alla scelta di avere figli?
Ovviamente è la società intera che si deve preoccupare a creare un contesto favorevole! Per quanto riguarda i consultori direi che la cosa più importante è davvero quella che l’approccio non sia meramente assistenziale o finalizzato all’erogazione di prestazioni, ma educativo e preventivo, volto a creare una cultura della genitorialità consapevole e responsabile e ciò richiede una progettualità condivisa e una collaborazione reciproca tra istituzioni, comunità e famiglie, di cui i consultori stessi debbono farsi artefici. Questo era anche il risultato dello studio portato avanti gli scorsi anni dall’Università Cattolica con le dottoresse Cadei e Tabacci presso i nostri consultori FelCeaf.
Durante il convegno ascolteremo alcune di queste “buone pratiche” In particolare sanno presenti i responsabili dei consultori di Treviso e di Crema che già hanno messo a punto progetti di sostegno alla natalità anche in collaborazione con le ASL del territorio. Sarà presente anche la dottoressa Merola responsabile del Centro per la Procreazione Naturale e la cura dell’infertilità del Policlinico Gemelli di Roma che è un punto di riferimento in questo campo. Il mio desiderio sarebbe quello che, a partire da queste esperienze, si crei un tavolo di confronto e lavoro che possa continuare anche dopo il convegno perché siamo solo all’inizio di un percorso nel quale i consultori possono dare il proprio prezioso contributo.




