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Lo scorso 24 febbraio si è svolto presso il consultorio di Cinisello Balsamo (Fondazione per la Famiglia Edith Stein) un incontro sugli strumenti di intelligenza artificiale (IA) più usati, come ChatGPT, Copilot, NotebookLM, Gemini e altri. La formazione, svolta da Stefano Lavizzari, informatico volontario presso la Fondazione, ha impegnato direttrice, coordinatori e qualche operatrice e operatore per un paio d’ore ed è stato pensato per dare un’introduzione pratica sull'uso di queste tecnologie avanzate con esempi applicati alle attività del consultorio. Ne parliamo direttamente con Stefano Lavizzari, per saperne di più. “Si è trattato di una prima edizione. L’obiettivo era quello di raffinare il programma per eventuali successive edizioni, sempre orientate all’uso dell’IA per il lavoro in consultorio”.

Che tipo di argomenti sono stati trattati?

Dopo aver fornito una panoramica introduttiva degli strumenti IA più popolari e accessibili, con qualche cenno storico, ho illustrato i meccanismi base del loro funzionamento per migliorarne la comprensione del potenziale, ma anche dei limiti. Questa prima parte del corso è pensata anche per sviluppare o consolidare la conoscenza del lessico tipico del settore, spesso anche utilizzato dai mass media quando ad esempio si riferiscono a termini come “allucinazione” o “prompting”.

L’obiettivo è stato quello di mostrare come utilizzare questi strumenti in consultorio?

Sì, nella seconda parte del corso, lo abbiamo fatto attraverso alcune esercitazioni pratiche. Volevamo che gli operatori e le operatrici familiarizzassero e comprendessero meglio il funzionamento pratico degli strumenti di IA, con l’aspirazione che uscissero da questa esperienza con il bagaglio di conoscenza minimo per iniziare ad usarli in autonomia.

Lei è volontario in Fondazione Edith Stein. Di che cosa si occupa in concreto?

Collaboro nella gestione dei sistemi informatici e nello sviluppo di software utili per la vita consultoriale. Basti pensare al sistema di controllo di gestione, di reporting e di analisi dati… Ma non solo.

In Edith Stein state pianificando anche l’utilizzo di altri strumenti…

“Pianificando” è una parola grossa, ma sì, in effetti stiamo iniziando un percorso per introdurre l’uso di strumenti per la “condivisione” già disponibili come MS Teams e come Viva Engage, che funge da "internal social network", una sorta di Facebook privato. In Viva Engage avevo avviato una community per provare tecnicamente l’applicazione, "Biblioteca Edith Stein", il cui obiettivo è scambiarsi consigli di lettura, ma si sono accorti tutti della sua presenza prima che pensassimo di renderla pubblica! Proprio qui ho pubblicato il materiale del corso che ho svolto in consultorio sull’intelligenza artificiale, avvertendo i partecipanti al termine della prima edizione (erano una decina). Ad oggi è stato visto da 60 persone!

Che tipo di partecipazione ha riscontrato durante il corso?

Una partecipazione molto attiva. Finito l’incontro abbiamo dedicato un po’ di tempo alle domande dei partecipanti, anche su argomenti non inclusi nella scaletta come questioni di carattere etico, non certo pane per i denti di un informatico! Sicuramente due ore di corso sono limitate, ma dobbiamo fare i conti con la disponibilità di tempo degli operatori. Per le prossime edizioni cercherò di essere meno dettagliato nella parte relativa alla storia dell’intelligenza artificiale, che “brucia” un po’ di tempo.

Quale tipo di collaboratori può beneficiare maggiormente dell’’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano?

Gli strumenti che abbiamo illustrato nel corso possono essere utilizzati da tutti coloro che devono analizzare testi o trascrizioni, fare ricerche sul web oppure creare sintesi, analisi e documenti. Nel primo incontro è emerso subito che gli psicologi sono gli operatori che ne possono trarre vantaggio immediato, ma l’intelligenza artificiale degli strumenti in questione può essere utilizzata in ogni ambito dell’attività di consultorio. Certo, ginecologi e ostetriche hanno meno bisogno di analizzare testi, ma se si guarda alla letteratura emerge che vi sono strumenti specializzati di grande aiuto per i medici, come nel caso nella diagnostica per immagini, dove l’IA in certi contesti è sensibilmente migliore rispetto alla capacità di un essere umano.

In che senso?

Per esempio, sono disponibili studi che dimostrano come sulla diagnosi del cancro al seno l’IA sia superiore al medico nell’interpretazione delle mammografie. Possiamo dire che gli agenti IA specializzati ci vedono meglio, così come le radiografie di Marie Curie ci vedevano meglio nella cura dei feriti della Prima Guerra mondiale: un altro contributo della tecnologia alla medicina. Vorrei sottolineare che questi strumenti specializzati non sono stati oggetto del corso anche perché non disponibili al vasto pubblico di Internet, come invece lo sono ChatGTP o Gemini, ma un po’ abbiamo divagato sul tema.

I nostri operatori e le nostre operatrici sono pronti/e a questo utilizzo dell’intelligenza artificiale?
Ho visto tanto interesse e alcuni ponevano questioni da utenti con qualche esperienza. In ogni caso c’è poco da fare i preziosi. È già la realtà! E prima ci mettiamo a utilizzarla (consapevolmente), meglio è.

 

 

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