È stato definito “un passaggio forte” , quello che l’Arcivescovo Delpini ha dedicato nel Discorso alla città 2025 a uno dei cinque segnali che minacciano di concorrere al “crollo” della “casa comune”/società: il declino del welfare.
Una “crepa” che ci permettiamo di riprendere e sottolineare perché l’Arcivescovo vi ha dedicato un riferimento citando il privato no-profit che opera in ambito sociosanitario ( come le realtà associate a FeLCeAF ) .
Nelle sue parole il sentirsi “spesso” ignorati e mortificati da parte di Associazioni, Fondazioni, Cooperative sociali che offrono i propri servizi in risposta ai bisogni di salute, alle tante forme di disagio delle persone, delle famiglie , dei giovani è uno dei segnali di questo declino del sistema di welfare e ne costituisce una minaccia per la convivenza civile ( la casa comune) e la dignità delle persone.
L’Arcivescovo ha però anche indicato coloro che “ Di fronte alle crepe che minacciano la stabilità della casa comune, si fanno avanti”:
“che riconoscono nella fede cristiana un fondamento necessario per la speranza e una motivazione decisiva per l’impegno.”,(…)
“che sono animati da una passione per il bene comune e avvertono la vocazione alla solidarietà come fattore irrinunciabile per la loro coscienza.”,(…)
“che custodiscono principi di giustizia, pensieri di saggezza, consapevolezza delle proprie responsabilità, e che non sarebbero in pace con se stessi se si accomodassero nell’indifferenza.”
“Si fanno avanti: non sono perfetti, non si ritengono superiori. Ma si fanno avanti ogni mattina. Non fanno grandi discorsi(…)”.
I Consultori Familiari della FeLCeAF , senza presunzioni, con l’impegno di una quotidianità fatta di accoglienza e di competenza , sono certamente tra queste realtà ed esperienze.



