Come è iniziato il vostro coinvolgimento nella pastorale familiare?
Siamo stati coinvolti nella Pastorale Familiare poco dopo aver frequentato il Percorso di Accompagnamento al Matrimonio ed esserci sposati, tra il 2006 e il 2007. Il direttore dell’Ufficio di quegli anni, ha avuto l’intuizione di affiancare alle coppie accompagnatrici, che avevano più esperienza, coppie di giovani sposi, per poter essere “più vicini” alla storia delle persone coinvolte nei percorsi. Da quel momento, in modi e ambiti diversi abbiamo continuato con piacere a dedicare il nostro tempo e le nostre energie alla Pastorale Familiare.
Quali sono stati i passaggi più significativi di questo percorso nel tempo?
Uno dei passaggi significativi della Pastorale diocesana è stato quello voluto dal Vescovo Oscar, già nel 2011 di affidare la guida e la responsabilità dell’Ufficio Famiglia a coppie di sposi in collaborazione tra loro e con i sacerdoti che si sono succeduti come assistenti dell’ufficio stesso. Da quel momento questa scelta è stata mantenuta e dal 2021, il Vescovo Daniele ha affidato a noi il compito di coordinare le proposte e le sensibilità dell’Ufficio Famiglia, insieme ad altre famiglie e a don Gabriele Frassi, che attualmente è anche il sacerdote responsabile della Consulta Regionale.
Qual è lo stile che cercate di portare avanti nel vostro servizio?
Lo spirito che anima l’Ufficio per la Pastorale delle Famiglie, e che in questi anni abbiamo cercato di mettere in campo, è l’attenzione alla relazione, “il prendersi cura”, della famiglia nella quotidianità della vita che ci è affidata, nei suoi aspetti più semplici e concreti.
Ma è anche e soprattutto farsi prossimi verso tutte le famiglie con stile accogliente, e rispettoso dei cammini differenti di vita e di fede di ciascuno, con proposte che tengano conto delle diverse realtà, condividendo ciò che è terreno comune a tutte le famiglie: la concretezza delle relazioni, le sfide e le speranze.
In concreto, come si traduce questo approccio?
Ci ispiriamo a una pastorale che cerca di partire dall’esperienza delle famiglie con l’attenzione all’ascolto e alle relazioni. Condividiamo e proponiamo alcune iniziative, diocesane e parrocchiali, rivolte alla coppia e alle famiglie nelle diverse fasi di vita: sono momenti in cui si prende una pausa dalla fretta delle nostre giornate per dedicare del tempo prezioso per la nostra famiglia e per saper rivolgere uno sguardo amabile anche verso le altre famiglie che incontriamo. Sono soste in cui metterci in ascolto della Parola del Signore, per riscoprire la tenerezza di Dio per noi.
Quali iniziative proponete alle famiglie?
Ci sono iniziative che riescono a mantenere una certa continuità, come i Percorsi di Accompagnamento al Sacramento del Matrimonio, che si svolgono principalmente a livello diocesano e che rappresentano un’occasione privilegiata per la nostra comunità per incontrare ogni anno coppie di giovani e fare insieme a loro un breve tratto di strada.
In continuità con i Percorsi si propone l’esperienza con le Giovani Famiglie, per accompagnarle man mano che “crescono”.
Da qualche anno si è avviato un cammino di spiritualità per persone separate, divorziate o in nuova unione in cui potersi accogliere in una prospettiva di speranza e serenità.
Nel tempo di Avvento e Quaresima abbiamo “La Parola ha preso casa”, un’opportunità per meditare insieme il Vangelo della domenica, per mettersi in ascolto del proprio vissuto alla luce della Parola.
Inoltre, due appuntamenti ormai “tradizionali” sono l’Unconventional San Valentino, una cena intervallata da momenti spirituali e la Giornata Diocesana delle Famiglie …in parrocchia, un’occasione condivisa tra le varie parrocchie e unità pastorali per riscoprire come il Signore abita le nostre case e le nostre famiglie.
Ci affianchiamo poi alle Unità Pastorali in base alle fasi che stanno vivendo e alle sensibilità peculiari di ciascuna, offrendo disponibilità per stimolare nelle comunità uno stile di cura e attenzione, per avviare processi e accompagnare all’incontro con e tra le famiglie.
Quante persone partecipano mediamente agli incontri che organizzate?
Vi sono iniziative che hanno una partecipazione significativa anche in termini numerici, ma non è così per tutte, e alcune esperienze vivono fasi un po' cicliche di partecipazione. In ogni caso, non possiamo pensare di operare guardando solo le presenze. Avvertiamo un certo desiderio e interesse ad occuparsi delle famiglie nelle loro diverse fasi di vita e a mettersi in ascolto, e questo è ciò che ci preme privilegiare.
Qual è il contesto della diocesi di Crema?
La città conta circa 34.000 abitanti, mentre la diocesi arriva a circa 100.000, con una sessantina di parrocchie organizzate in una decina di unità pastorali. Negli anni il contesto sociale e abitativo ha subito le trasformazioni, come un po' ovunque. Intercettiamo così anche molte famiglie arrivate per motivi lavorativi, che vivono lontano dalle proprie origini, e che a volte si sentono sole, bisognose di ascolto e di costruire relazioni amicali e fraterne significative per la loro crescita e per la crescita dei propri figli.
Quali sono le sfide principali oggi?
Raccogliendo anche l’invito di Papa Francesco, una delle sfide di oggi è quella di “muoverci” da noi stessi per andare verso l’altro, per raggiungere, “attraversare” l’esistenza di ciascuno, nel suo vivere quotidiano, nelle sue faccende, nella fatica e nella bellezza della propria casa. In un momento un cui tendiamo a chiuderci in noi stessi, sia a livello personale che familiare, potremmo cogliere le occasioni per compiere il primo passo verso l’altro, per riscoprire la bellezza di camminare insieme.
Proprio per questo, nel nostro piccolo, cerchiamo di avvicinarci alle unità pastorali e alle famiglie nei loro contesti locali e particolari, perché ogni realtà possa procedere con il proprio passo.
Che cosa significa “famiglia” oggi?
È una domanda che ci viene posta spesso. È una domanda che ci capita di porre anche ai sacerdoti e alle equipe familiari che incontriamo per comprendere “cosa si ha in mente” quando parliamo di famiglia. E oggi, quello che ci sembra darle significato passa attraverso la luce e lo sguardo che ci regala Amoris Laetitia. Ci rieduca a metterci in ascolto amorevole per percorrere il cammino “al fianco” di famiglie alle prese con l’incertezza, con la solitudine, con la complessità della vita, con la fragilità ma anche con le loro risorse e i loro sogni.
Come stanno le famiglie del vostro territorio?
Le famiglie hanno un grande desiderio di essere ascoltate. Sono bisognose di cura e attenzione. Sono immerse in una vita “in velocità”, con tante cose a cui pensare, con i figli che crescono e i genitori da accudire, e spesso faticano a ritagliarsi momenti “di ricarica”, ma sentono il bisogno di non essere sole, sentono la necessità di coltivare legami significativi. A volte avvertiamo una profondità che chiede di emergere, che cerca uno spazio per poter essere accolta.
Collaborate con altre realtà del territorio?
Oltre che con le altre commissioni pastorali, collaboriamo anche con il consultorio diocesano. La cooperazione è consolidata già nella formazione degli operatori di pastorale familiare. Condividiamo competenze e spazi e ci affianchiamo alle famiglie fin dove è possibile. Quando emergono situazioni più complesse, il riferimento ai professionisti del consultorio è fondamentale.
Emergono nuovi bisogni tra le famiglie?
Accanto e tutto quanto già detto, al bisogno di ascolto e di attenzione per accogliere le fatiche e le fragilità, per trovare supporto e condividere il proprio vissuto, con rispetto e cura, è emersa anche la richiesta di accompagnamenti all’affettività per adulti, per far emergere i tratti generativi delle relazioni affettive.
Ci accorgiamo anche della difficoltà a intercettare famiglie senza figli, soprattutto nei primi anni di matrimonio, ma che spesso, nelle comunità, restano esclusi dai percorsi tradizionali, a volte ancora un po’ legati all’iniziazione cristiana. Raccogliamo la loro solitudine, il desiderio e bisogno di “essere guardati”, avvicinati e coinvolti.
Quanto è importante l’accompagnamento dopo il matrimonio?
È fondamentale. Sottolineiamo l’importanza dei percorsi e delle esperienze dopo l’accompagnamento al matrimonio, per le famiglie nelle diverse fasi della vita: quando ancora non hanno figli, quando i figli crescono, quando una crisi le attraversa, quando le fatiche si fanno sentire. Tuttavia, spesso manca la costanza: c’è desiderio, ma non sempre continuità perché il tempo sembra sfuggire. Per questo cerchiamo di offrire proposte che siano vissute come un’opportunità di libertà, come un semplice e graduale cammino di condivisione, ascolto e preghiera per far crescere il desiderio spontaneo di cercare momenti per fermarsi ed ascoltare quello che la vita mette davanti e nel cuore.
Qual è la vostra visione della pastorale familiare?
Nel nome, Ufficio per la Pastorale delle Famiglie, c’è un’indicazione: quella delle famiglie, al plurale. Pur pensando a cammini dedicati per le diverse sfide ed età familiari, lo sguardo e la prospettiva è rivolta a creare uno stile comunitario in cui ciascuno possa sentirsi accolto, aspettato e raggiunto, e non ai margini o “fuori posto”. Un pastorale che sappia passare “dal principio generale a quello particolare, rispettosa del singolo vissuto delle relazioni”. Capace di un’attesa fiduciosa, senza fretta, che sappia vedere, con gioia, anche i segni già presenti in ciascuna esistenza, desiderosa di percorrere sentieri per colmare le distanze, per superare i pregiudizi. E capace di preservare nel cuore anche le cose che non comprendiamo, lontane, le realtà che percorrono strade diverse dalle nostre – e ogni realtà familiare percorre strade diverse – per saperle custodire.



