“Prima i Bambini”, non è uno slogan da lanciare per un evento , anche fosse solo un’occasione “annuale”, e poi si ritorna alla vita quotidiana con i tanti assilli, preoccupazioni, soverchiati dai mille messaggi pubblicitario o presi dalle tante proposte di “distrazione di massa”.
I Vescovi fanno l’elenco delle situazioni che danno concretezza a quel richiamo, lo rendono non solo attuale ma “prima”, prioritario.
E tra le tante situazioni nelle quali i bambini vengono “asserviti”, vengono utilizzati come “strumenti”, servono agli adulti , ne troviamo anche alcune che quotidianamente i Consultori Familiari della rete FeLCeAF incontrano nella loro quotidiana ( questa sì) attività di servizio.
Bambini:
“(…)implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge;
(…)oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro;
(…) coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.
(…)maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene.”
E non a caso, crediamo, i Vescovi concludono il loro Messaggio con un indicazione che vuole un messaggio di speranza e di
ma anche di realtà che hanno bisogno di sostegno, di essere rafforzate, perché quel “prima” possa essere sempre
più presente e concreto.
Una realtà nella quale ci riconosciamo come rete FeLCeAF e che svolge nella quotidianità di accoglienza risposta e sostegno quell’”attenzione e cura” verso i più piccoli e le relazioni che li aiutano a diventare grandi:
“Ci sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nell’educazione, nella risposta ai tanti bisogni e povertà delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialità, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perché il loro servizio – spesso gratuito – rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti.
(…)Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie – dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti.”



