logo cfc

famiglia3a

Nata e cresciuta professionalmente all’interno del Consultorio La Famiglia di Como, da giovane psicologa, appena formata, fino alla specializzazione in psicoterapia: questa è la storia di Sonia Monticelli, attuale direttrice del consultorio, dal 2022, e recentemente eletta membro del Consiglio Direttivo di FeLCeAF.

Sonia, quali tue esperienze professionali e personali pensi possano essere utili nel direttivo FeLCeAF?

Questa esperienza, ormai ventennale, mi ha permesso di conoscere il mondo consultoriale in modo ampio e concreto, attraversandone le diverse aree di intervento e partecipando nel tempo anche alla costruzione di progettualità nuove e sfidanti. Vivere così a lungo il consultorio mi ha insegnato che non è semplicemente un “servizio”, ma una realtà fatta di persone: quelle che ogni giorno la rendono viva, quelle che vi si rivolgono e quelle che, attraverso il lavoro di rete, contribuiscono a radicarla nel territorio. È proprio questo senso di appartenenza che considero una delle esperienze più significative che porto con me. Il confronto quotidiano con colleghi, volontari, professionisti della rete e altri direttori mi ha permesso di crescere non solo come professionista, ma anche come persona, imparando quanto l’incontro con l’altro possa arricchire e trasformare il proprio modo di guardare le persone, i servizi e il territorio. Credo che sia soprattutto questo sguardo, maturato dall’interno e nel tempo, che possa essere utile nel Direttivo FeLCeAF: la conoscenza concreta della realtà consultoriale, insieme alla capacità di riconoscerne il valore, le complessità e le sfide che oggi è chiamata ad affrontare.

Che cosa ti ha spinto a candidarti per entrare nel direttivo di FeLCeAF?

È proprio il forte senso di appartenenza al mio Consultorio che mi ha fatto scoprire nel tempo l’importanza dello spirito di servizio: mettere a disposizione tempo, competenze ed energie per contribuire a qualcosa che va oltre il proprio ruolo e che appartiene a una comunità più ampia. La candidatura al Direttivo FeLCeAF nasce anche da questo desiderio: poter mettere ciò che ho imparato nel mio percorso professionale e umano a disposizione di una realtà più ampia, contribuendo insieme agli altri alla riflessione sul presente e sul futuro dei consultori.

Quali aspettative hai sul Consiglio?

Nel nuovo Direttivo porto uno sguardo che, per percorso e generazione professionale, può essere in parte diverso da quello di chi mi ha preceduto. Credo però che proprio la possibilità di far dialogare esperienze e generazioni diverse possa essere una ricchezza, favorendo sguardi nuovi e costruttivi. In particolare, mi piacerebbe portare la voce del mondo delle associazioni e dei consultori più piccoli, che spesso si trovano a misurarsi con la fatica di essere “piccoli” di fronte a sfide sempre più grandi: l’evoluzione dei bisogni sociali, la complessità delle situazioni che incontriamo, ma anche un quadro normativo in continua evoluzione e un crescente carico di adempimenti organizzativi e burocratici. Credo che proprio dal confronto tra realtà diverse possa nascere una riflessione utile per tutti e possa essere valorizzato ciò che rende i consultori una presenza così importante e radicata nei territori.

Qual è, secondo te, la principale sfida che FeLCeAF dovrà affrontare?

Credo che le sfide siano molte e, entrando ora nel Direttivo, faccio fatica a individuarne una sola come principale. Ne vedo però almeno due, che considero particolarmente rilevanti e tra loro strettamente collegate. La prima riguarda il rapporto con le istituzioni, in particolare con Regione Lombardia, in una fase di cambiamenti importanti e sostanziali per il sistema consultoriale, avviati proprio nel 2026. Sarà importante continuare a rappresentare le esigenze e le specificità dei consultori associati, contribuendo al confronto istituzionale con una voce autorevole e, al tempo stesso, capace di dare conto della pluralità delle realtà che FeLCeAF rappresenta. La seconda sfida è più interna e riguarda, in fondo, una delle questioni che ogni associazione è chiamata ad affrontare: mantenere viva la fiducia tra i federati e nei confronti del Direttivo, favorire una comunicazione il più possibile chiara, efficace e trasparente e, soprattutto, riuscire a tenere insieme il ruolo dei Presidenti e quello dei Direttori. Sono ruoli diversi, con responsabilità e prospettive differenti, ma che hanno bisogno di dialogare e riconoscersi reciprocamente per poter costruire una Federazione realmente coesa. Credo che anche la capacità di sentirsi parte di un progetto comune, pur partendo da realtà diverse, sarà una risorsa importante per affrontare le sfide che ci attendono.

Ci sono progetti o iniziative che ritieni prioritarie?

Il 2026 è stato, ed è ancora, per tutti noi un anno di grandi sfide. Un anno nel quale siamo chiamati non solo ad affrontare i cambiamenti, ma anche a cercare di dar loro un senso e, per quanto possibile, a coglierne le opportunità. Il rinnovo del nomenclatore ha importanti ricadute sull’operatività dei consultori e si inserisce in un quadro già molto impegnativo, nel quale dobbiamo tenere insieme adempimenti burocratici, sostenibilità dei budget e attenzione alla tutela degli operatori e dell’utenza. Anche il cambiamento introdotto nelle attività nelle scuole, a seguito della normativa promossa dal Ministro Valditara, ci ha chiamati a importanti riflessioni e a ripensare modalità di intervento consolidate. In momenti di questo tipo, però, c’è il rischio che tutte le energie vengano inevitabilmente assorbite dalla necessità di trovare soluzioni tecniche e organizzative ai problemi contingenti, lasciando poco spazio a quella dimensione generativa e progettuale che è altrettanto necessaria. Per questo, più che indicare oggi un singolo progetto prioritario, credo sia importante che FELCeAF riesca a preservare e alimentare anche questo spazio: quello della progettualità, della capacità di immaginare il futuro, di condividere idee e di costruire nuove risposte. Anche quando sarà passata questa fase più impegnativa, sarà importante non dimenticare ciò che motiva e dà respiro alle persone che lavorano nei consultori e che, allo stesso tempo, contribuisce a mantenerne viva l’identità. Per me questa è una delle funzioni preziose che una Federazione può svolgere: non soltanto aiutare i consultori ad affrontare i cambiamenti, ma anche aiutarli a non perdere la capacità di guardare oltre l’emergenza.

 

 

logo conf it

dicastero laici

Contatti

Fe.L.Ce.A.F.
Federazione Lombarda Centri Assistenza Famiglia

Via S. Antonio, 5 - 20122 Milano

tel./fax: 02 58391369

mail: segreteria@felceaf.it

C.F. 80129770154

Cerca

Newsletter

newsletter

Privacy Policy
Cookie Policy