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Nel 2018 la Commissione tutela minori della diocesi di Milano ha pubblicato un libretto dedicato alla formazione per la prevenzione e la tutela dei minori, diffuso nelle comunità pastorali e nei decanati. Il volume era articolato in tre parti:

  • riflessione teologico-morale;
  • aspetti pedagogici;
  • indicazioni giuridiche, con particolare attenzione ai comportamenti da evitare.

Successivamente è maturata la decisione di non limitarsi a fornire indicazioni normative, ma di promuovere un'azione più ampia di prevenzione e diffusione delle buone pratiche educative.

L'obiettivo che la Commissione è si pone attualmente è quello offrire una cornice di senso e di valore: aiutare le comunità ecclesiali a comprendere che cosa significhi costruire una relazione educativa positiva e quali atteggiamenti favoriscano la tutela dei minori in ambienti educativi quali, per esempio, gli oratori.

Ne abbiamo parlato con Claudia Alberico, direttrice della Fondazione don Silvano Caccia, e Chiara Biader, direttrice della Fondazione Edith Stein, che sono state ospiti della due giorni decani, svoltasi a Seveso nel mese di giugno.

Come è stato costruito il progetto?

Per realizzare il percorso è stata convocata la Cordata educativa, chiedendo ai diversi enti di individuare operatori qualificati da formare affinché diventassero i futuri formatori del progetto.

Nel settembre 2025 è stata organizzata una giornata di formazione rivolta a 14 professionisti, educatori e psicologi provenienti dalla rete FeLCeAF, Caritas, FOM, Pepita e Aquila&Priscilla. La formazione è stata condotta da Claudia Alberico e ha rappresentato l'avvio del gruppo di lavoro incaricato dell'implementazione del progetto.

Qual è stato l’obiettivo?

L'intenzione è stata quella di preparare professioniste e professionisti a raggiungere le parrocchie, che volessero intraprendere un percorso di formazione indirizzato a tutti gli adulti che a vario titolo incontrano minori, nelle giornate in oratorio: allenatori, educatori, catechisti, baristi, volontari…

Che tipo di reticenze avete incontrato?

Sul tema della tutela dei minori esiste ancora molta confusione: il concetto di abuso viene spesso identificato esclusivamente con l'abuso sessuale, mentre non è affatto così.

Come vengono organizzati gli incontri?

Si tratta di un percorso laboratoriale articolato in tre incontri: il primo incentrato sulla motivazione educativa (perché sono in oratorio, qual è il mio mandato e quale ruolo svolgo); il secondo su che cosa si intende per abuso, nelle sue diverse forme (violenza, maltrattamento, incuria ecc..); il terzo infine sulle buone pratiche educative, gli atteggiamenti da adottare per custodire i minori e l'attenzione alla predisposizione degli spazi e dei contesti educativi.

Quali parrocchie hanno già richiesto il vostro intervento?

A partire da settembre 2025 il progetto ha iniziato a raggiungere le parrocchie. La prima sperimentazione completa si è svolta nella parrocchia di San Giovanni alla Creta, a Milano. L'esperienza è stata valutata molto positivamente. Al termine del percorso il gruppo ha chiesto di proseguire il lavoro, accompagnato da un membro della Commissione tutela minori. Uno degli aspetti più significativi emersi è stata la presa di coscienza, da parte dei partecipanti, della superficialità con cui in passato erano stati affrontati alcuni temi. Altre realtà hanno invece richiesto soltanto un singolo incontro introduttivo. Per i mesi di settembre e ottobre sono già arrivate nuove richieste di attivazione del percorso.

Quanto costa un percorso di questo tipo?

La partecipazione è gratuita per le parrocchie, poiché la diocesi di Milano ha deciso di investire direttamente sul progetto e sostiene economicamente il lavoro dei formatori.

Quali obiettivi vi siete prefissati?

Vogliamo ampliare progressivamente il numero dei formatori, affinché il progetto non rimanga affidato soltanto ai 14 professionisti inizialmente coinvolti. Un altro obiettivo riguarda il protocollo di intesa con i consultori di ispirazione cristiana della Lombardia.

Cioè?

L'obiettivo è quello di creare una rete di riferimento per accompagnare le situazioni che dovessero emergere durante i percorsi formativi, offrendo alle parrocchie indicazioni chiare su dove indirizzare persone e famiglie, quando si individuano situazioni che richiedono un approfondimento o un sostegno specialistico. Il protocollo attualmente è stato redatto e condiviso con il vicario generale della diocesi, Mons. Franco Agnesi e Nicoletta Pirovano, referente del Servizio di tutela dei minori della Diocesi di Milano. Dovrà essere presentato al Consiglio direttivo di FeLCeAF, al Tavolo dei direttori e approvato dalla Cancelleria della diocesi.

Tra le questioni affrontate con Biader e Alberico è emersa anche la necessità di coinvolgere maggiormente i sacerdoti, che talvolta ritengono di poter gestire autonomamente situazioni complesse o si sentono accusati in prima persona. Il progetto punta invece a favorire una cultura di rete, nella quale i consultori e i professionisti rappresentino un punto di riferimento quando emergono casi che richiedono competenze specifiche, per mettere al centro i più fragili, ossia i minori che frequentano gli oratori della diocesi di Milano.

 

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